Uno degli scivoloni più comuni, facilmente visibili  sui tram, nelle metropolitane piuttosto che in ufficio o nei salotti di tutto il mondo, sono legati al “tema scottante” del “calzino”.

Al bando calzini corti di qualsiasi tipo, potrebbero essere tranquillamente messi fuori produzione: polpacci lividi o villosi che appaiano all’improvviso dall’accavallamento di una gamba, possono suscitare il  raccapriccio anche agli stomaci più forti e preparati.

Il quotidiano francese Le Monde, si interroga su una delle principali cadute di stile dei francesi, quello di portare calze corte alla caviglia. Oggi, scrive il celebre quotidiano parigino, ”se si osservano gli uomini da seduti, soprattutto nella metropolitana, sembrerebbe che indossare le calze corte, che superano di poco la caviglia, sia diventata la norma”. E ancora: ”Come la tendenza dei jeans a vita bassa ha contribuito ben troppo all’esposizione delle natiche maschili, la moda delle calze corte fa’ intravedere, tra l’estremita’ bassa dei pantaloni e l’estremita’ alta della calza, un molto infelice pezzo di tibia”.
In questo contesto, avverte Le Monde, ”conviene ricordare che le calze da uomo dovrebbero sempre arrivare a meta’ del polpaccio e mai piu’ sotto.

Il rischio, per chi le indossa e’ quello di ”apparire come la vittima di un errore di programmazione della lavatrice”. ”Del resto – conclude Le Monde – gli italiani hanno perfettamente capito questo punto”. Basti pensare che, secondo uno studio, ”in Francia a indossare calze alte siamo solo il 20%. Mentre dall’altra parte delle Alpi, i nostri vicini sono l’80%”.

Il primo passo non ti porta dove vuoi, ti toglie da dove sei.
(A. Jodorowsky)