Lo stile inglese è ineguagliabile per il principio per cui  chi arriva per primo anticipa le mode.

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Lo stile italiano tuttavia premia l’individualità (Brioni, come esempio, è stato uno dei primi marchi che ha preso, rielaborato e fatto proprio lo stile inglese talmente bene da finire sulle forme di Sean Connery in Bond) ed è quindi ugualmente degno di considerazione.
Ci sono culture, usi e costumi diversi e quindi modi diversi di intendere e di comprendere il vestito. Non ce ne sarà mai uno che primeggia sull’altro.
Dipende dal messaggio che si vuole dare.

L’inglese sente il bisogno di mostrare la sua appartenenza ad una classe sociale ben definita. L’italiano vuole emergere dalla massa magari con l’aiuto di qualche particolare che invece un inglese considera pacchiano.
Ed oltre questa distinzione territoriale e legata alle tradizioni (molto molto generica) c’è da inserire la variabile del gusto che è molto soggettiva.

Finchè esisteranno buoni calzolai in giro per l’Italia (inutile citarne alcuni perchè anche qui troppo soggettivo il giudizio sul risultato) ci saranno, a rigor di logica, Uomini in grado di apprezzarli.
In ogni caso resistiamo contro la “massificazione”, la “asocialificazione”, la “pacchianificazione”, la “particolarificazione a tutti i costi”, la “fuoriluoghificazione”
In conclusione se è meglio Lattanzi o John Lobb è un questito ancora da dipanare…il dibattito è aperto.