Se i nuovi trend vi incuriosiscono, sappiate che le avanguardie dell’eleganza maschile stanno saccheggiando gli armadi dei padri e i bauli dei nonni: un po’ per snobismo, molto per la crisi economica, e moltissimo per la fine di una categoria sociale, quella dei modaioli, che si è trovata improvvisamente fuori dalla storia, proprio perché simbolo dell’età dello sperpero, crollata  insieme a Wall Street.

E’ partita così la caccia alle giacche di tweed Harvey&Hudson, ai pantaloni Cordings in tessuto cavalry twill, alle cravatte Turnbull & Asser, alle scarpe Church’s, alle camicie di Truzzi. Perché è bene precisare che il vintage che piace è quello dei grandi marchi, delle etichette importanti, sinonimo di qualità e durata nel tempo.

Ma è nato subito un grosso problema: dove truk1ovare tutti questi capi preziosi fuori dai grandi negozi tradizionali, con i loro prezzi altissimi e i commessi troppo azzimati?
La soluzione è stata trovata tra le mura di casa: il guardaroba dei genitori e l’onnipotente web sono diventati una sorprendente e inesauribile fonte.

A Parigi, al mercato della Porte des Vanves, (frequentato dalla tout Paris) ogni sabato e domenica mattina sono ormai una dozzina le bancarelle che offrono vestiti vintage: c’ è perfino il banchetto di un gentiluomo decaduto, che tutti chiamano Monsieur le Comte, che vende solo scarpe di altissima qualità, (Alden, Church’s, Crockett & Jones, John Lobb ed Hermès), perfettamente restaurate e lucidate a regola d’arte, a prezzi impensabili, dai 30 ai 150 euro, contro i 700 – 1000 di quelle nuove.

«Il piacere di acquistarle è doppio» assicura Jean – Marie Reisser, imprenditore e bonvivant parigino, grande convertito al vintage d’autore, «costano poco e hanno quella patina di vissuto che nessuna scarpa nuova potrà mai avere, almeno per i primi dieci anni di vità.