Le scarpe a sella (saddle shoes) rientrano nel classico stile americano degli anni 50 per lo piu’ sconosciuto in Europa e in Italia oramai anche in Usa ha perso considerazione, era la scarpa dei college e del fine settimana.
Considerate le progenitrici delle moderne scarpe da ginnastica, le saddle oxfords furono introdotte sul mercato ad opera di Spalding nel 1906 come scarpe da tennis e da squash, per poi affermarsi, inizialmente in ambito sportivo, come scarpe adatte anche per il bowling e per il golf (discipline in cui continuano ad essere utilizzate ancora oggi).
Le saddle oxfords si contraddistinguono per la suola piana in gomma, sopra alla quale è cucita una tomaia in pelle scamosciata con inserti in pelle lucida ed in colori a contrasto.
Questo tipo di scarpe, originariamente prodotte (tipicamente) in versione bianca con inserti neri, ebbe una enorme diffusione negli Stati Uniti, tanto da rappresentare un vero e proprio segno di riconoscimento tra le fan di Frank Sinatra, negli anni ’40, divenendo un must have, in particolare fra le ragazze, nei successivi anni ’50 e prorogando la loro fortuna sino agli anni ’80.
Dato il loro DNA, le scarpe a sella sono a tutt’oggi considerate calzature informali. Gli ambiti di utilizzo sono i medesimi del mocassino: contesti lavorativi dove non è richiesto un dress code particolarmente formale, tempo libero. Occhio, dunque, a come è realizzata la scarpa a sella che indossate: i contrasti lievi  sono certamente da preferire, ove si voglia azzardarne un utilizzo più formale.

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