Con il tempo, non solo le gomme delle auto o delle biciclette possono presentare cavillature e screpolature ma anche gli scarponi di qualità elevata possono subire tali segni di usura. Con la sua caratteristica ammortizzante, la schiuma di poliuretano (PU) funge da cuscinetto tra il piede e i contraccolpi da camminata.

La schiuma PU è estremamente elastica e sostiene, se usata correttamente come parte della suola, la stabilità del piede. Gli inserti morbidi rendono gli scarponi confortevoli e riducono lo stress degli arti inferiori. Degli impatti esterni alterano la schiuma necessaria per l’ammortizzazione dei colpi sul piede e ne riducono gli effetti. Il processo degradativo è di tipo idrolitico – si parla anche di scarponi che scoppiano – che comporta una reazione chimico-fisica che può subentrare già dopo pochi anni e richiedere la sostituzione della suola anche se si tratta di scarponi di qualità elevata.

Elasticità grazie al movimento Non si tratta di un difetto del materiale o di lavorazione, bensì di un naturale processo degradativo. La schiuma morbida perde sempre più rapidamente le sue caratteristiche ammortizzanti. Meno si usa lo scarpone, più si accelera questo processo chimico-fisico. Il processo di alterazione inizia all’interno della soletta intermedia, passando inosservato dall’esterno. Dopo alcuni anni, anche la suola di uno scarpone ben curato e che sembra «sano» può staccarsi.

Consiglio: chi non ha consumato prima le scuole degli scarponi, fa bene a farle sostituire quando emergono i primi segni di un effetto idrolisi (dopo 7-10 anni).

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