artigiani_Cercasi disperatamente artigiano. In tempi di crisi e disoccupazione il paradosso tutto italiano è che le imprese hanno bisogno di una categoria professionale oramai in via d’estinzione.

L’Italia con il 25.9%  è il secondo paese in Europa, dopo la Spagna, con il più alto tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni. 2 giovani su 3 non hanno avuto un contatto con il mondo del lavoro durante gli studi e la situazione sembra destinata a peggiorare. Un esercito di plurilaureati non riesce a trovare un impiego per un surplus dell’offerta sulla domanda, mentre secondo un recente rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato, il 26,7% del fabbisogno occupazionale delle imprese italiane per il 2010 risulta insoddisfatto. Le aziende hanno infatti bisogno di personale specializzato, ma non riescono a reperirlo perché nessuno vuole più fare alcuni mestieri. Sono 68, secondo Confartigianato, le professioni trascurate : dagli installatori di infissi e serramenti ai panettieri, dai maglieristi agli scalpellini, dai gelatai ai falegnami, ai calzolai.

Francesco Massarelli è un giovane ternano con una passione per un lavoro che ormai in pochi vogliono fare: il calzolaio. Un ragazzo con una manualità d’altri tempi, capace di riparare in cinque minuti un paio di stivali, che fin da piccolo ha voluto lavorare tra scarpe, suole e tomaie. Con lui diamo inizio al nostro speciale sui giovani italiani che hanno scelto la via delle professioni artigiane.

“Mi sono sempre divertito, per me lavorare è un piacere”, sostiene entusiasta quando racconta la sua storia. “Da bambino mio padre aveva un negozio di scarpe a corso Tacito e portava a riparare le calzature dal mitico Neno, il migliore a Terni”. Neno è stato il maestro di Francesco. “Quando avevo dieci anni quasi per scherzo ho iniziato ad andare in bottega da Neno e ci sono rimasto fino a 28 anni. Con lui ho imparato tutti i segreti del mestiere”.

Francesco oggi ha una calzoleria dove si riparano le scarpe e si confezionano modelli su misura. Produce tutto artigianalmente, con materiali di alta qualità, insieme ai suoi fratelli e al papà. Oggi le scarpe firmate da Francesco sono indossate da attrici e politici e lui non ha alcun dubbio: “Non avrei potuto fare altro nella vita. Adoro il mio negozio, parlare con le persone, realizzare il meglio per loro”.

L’unica difficoltà che trova è data dal fatto che non riesce a trovare personale qualificato: “Pochissimi giovani vogliono venire in bottega a imparare il mestiere, pensano che fare il calzolaio sia un lavoro troppo umile e faticoso, che non consenta di realizzarsi”. E Francesco, che ogni volta che ripara o crea da vita e forma, proprio non riesce a spiegarsi il perché.

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