E poi c’era il cotone. Utilizzato già 5000 anni fa, più duttile e più efficiente in termini di produzione agricola rispetto al lino ma difficilissimo da filare e da tessere, per secoli fu persino più prezioso della seta. Cominciò a surclassare tutte le altre fibre, in termini di utilizzo, solo a partire dalla Rivoluzione Industriale, con l’invenzione della spoletta volante, prima, e del telaio meccanico, poi.

Tuttavia già nel Medioevo in Italia la produzione di tessuti in cotone era tra le più importanti d’Europa, grazie anche alla potenza di porti commerciali come quello di Genova e di Venezia. Proprio da Genova partivano per il resto d’Europa carichi di tessuti di fustagno (realizzati con cotone e lino) molto apprezzati per resistenza, bellezza e basso costo, soprattutto in Inghilterra.

Furono appunto gli inglesi a inventare il termine blue-jeans, derivato da bleu de Gênes, blu di Genova, per indicare quel particolarissimo blu dei fustagni che arrivavano dal porto ligure e venivano utilizzati soprattutto per gli abiti da lavoro, le vele e i teloni, a loro volta provenienti da Nîmes, in Francia — da qui de Nîmes, appunto, e denim.

Credits http://www.italianshoes.com/it/a-tutto-denim/

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