Molti tendono a definire il dandy metropolitano come uno snob, come uno che si crede superiore agli altri per come si veste, per come si atteggia, piuttosto che nel modo di conversare; niente di più sbagliato.
Mirare ad una ricercatezza nello stile non vuol dire sentirsi superiori agli altri, ma semplicemente, vuol dire riuscire ad esprimere se stessi. E questa diversità non va celata o, peggio ancora, mercificata: essa deve essere valorizzata e messa bene in mostra, perché è l’elemento che può far capire chi siamo davvero.
Il Dandy non è opportunista, ha piena consapevolezza di se stesso, non è interessato a salire la scala sociale per cercare di aspirare ad un ruolo superiore che ancora non gli appartiene; l’arrampicatore per eccellenza è lo Snob, il quale impegna il suo tempo a disprezzare i suoi simili.
La più grande differenza tra i due sta nel fattore moda: lo Snob veste sempre sempre come la moda comanda, poco importa se l’abito non gli piace, se è molto costoso, se il tessuto non è di buona qualità o se non rispecchia la sua personalità, perché egli, in quell’abito deve trovare la definitiva differenza della classe sociale a cui appartiene; il Dandy, cerca palesemente di esprimere il suo odio verso la società; quest’ultimo non segue la moda: lui la crea, conciliandola alla sua personale percezione della bellezza, dando vita a qualcosa di unico, originale, che riflette il suo gusto eccentrico, e che riesce a non farlo confondere con la banalità dello Snob che si affida a quello che la moda impone.

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