Le origini della scarpa risalgono alla preistoria, quando l’uomo primitivo sentì la necessità di proteggere le proprie estremità inferiori. Inizialmente utilizzò una corteccia, delle foglie intrecciate o la pelle di un animale avvolta attorno al piede e trattenuta da rudimentali lacci alla gamba, poi con gli egiziani la calzatura si estese ad esigenze di praticità e di estetica. Nata per difendere il piede e contemporaneamente lasciarlo traspirare la calzatura egiziana fu sandalo, la cui forma essenziale è rimasta pressochè inalterata nel tempo. I primi materiali utilizzati furono fibre vegetali fresche e leggere, poi gli egiziani passarono alla pelle; abili conciatori reallizzarono sandali di pelle colorata, spesso ricamata e decorata con lamine d’oro.

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Grandi maestri “calzolai” furono senza dubbio i Romani, i cui sandali sono tuttora oggetto di ispirazione da parte di stilisti della moda e degli accessori. Tra i numerosi modelli ricordiamo il sandalo “caligae”, robusto e resistente all’uso particolarmente adatto nelle battaglie e operazioni militari. Di forma piatta, era costituito da tre o quattro strati di pelli bovine rigide e conciate al vegetale, sagomate a forma di piede, ed era allacciato intorno al piede e alla caviglia. Dopo la caduta dell’Impero Romano, nessun esercito utilizzò questa calzatura così robusta e durevole, e per oltre mille anni i soldati generalmente calzavano scarpe civili.

Per l’estate 2011 un classico da calzare: il sandalo francescano.
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