Tra tutte le attenzioni, quella che nobilita la scarpa, la rende nostra e in qualche modo eleva anche noi stessi è la lustratura o cirage.

Il suo mondo di lucidi, di creme, di infinite attenzioni, è un mondo sacro. Il segreto dell’emozione che serpeggia al tavolo di cirage, quando viene condotto in compagnia e secondo una procedura, è da ricercarsi in due componenti essenziali: il Rito e la Fede. Lini veneziani, spazzolini di setola, secchielli e candelabri d’argento, champagne millesimato. Tutto si giustifica solo se da un lato si rispettano tempi e modalità che danno a tutto un significato e dall’altro si crede fermamente nel valore espressivo di una lustratura perfetta. Il cirage ha qualcosa di alchemico: nel faticoso procedimento l’elevazione della materia va di pari passo con quella dello Spirito.

Molti sorrideranno di scherno di fronte a tanto spreco di tempo e denaro per un’operazione detestata dalla servitù che diventa vanto di gentiluomini. Poiché non è dannosa per l’umanità, invochiamo il diritto ad essere noi stessi.

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