Sono sempre esistiti dei materiali che rappresentano di per se dei simboli di raffinatezza e di lusso; le caratteristiche che li contraddistinguono sono: un’ origine preziosa, sia per la scarsità che per la lavorazione connessa, e, sopra tutto, delle qualità di aspetto ma anche di comfort e di durata superiori. Tra questi prodotti possiamo citare il bisso e la porpora, ricavati da animali marini, le pellicce pregiate, la seta, la lana Pashmina e del Kashmir, l’avorio di elefante, la tartaruga, e lo “SHELL CORDOVAN

Quest’ultimo, da non confondere con le numerose imitazioni che indebitamente ne usano il nome, é il risultato della lavorazione accurata di una parte ben definita della cuIatta equina: la “SHELL” o scudo: parte dura e quasi cornea del posteriore. Ogni equino possiede nei quarti posteriori due di questi scudi, dalla forma tondeggiante e grande non più di tre piedi al massimo.
Per ricavare lo “scudo” occorre sacrificare l’intera culatta, ponendola per circa tre mesi in bagni sempre più forti di tannino che vanno agitati in continuazione per favorire l’ impregnazione in questa parte molto dura e compatta.

Al termine di questa prima fase di concia, lo scudo risulta visibile all’occhio esperto, ed abili taglia tori la individuano e la ritagliano dal materiale circostante che viene scartato. Purtroppo non é possibile individuare prima la parte pregiata: chi trovasse il modo per farlo potrebbe diventare ricco.
Gli scudi vengono quindi tinti con appositi colori, ma dalla parte della carne! Una caratteristica poco conosciuta di questo materiale é infatti quella di venir utilizzato all’ incontrario rispetto agli altri pellami, i quali vengono impiegati con il derma all’esterno. Solo il vero “SHELL CORDOVAN” mantiene il derma all’interno, cosicché la cute o “fiore” può mantenere le sue caratteristiche senza possibilità di venir tagliata o graffiata.
Dopo la coloritura, che viene eseguita con spalmatura a mano, ed un periodo di assorbimento di oltre dieci giorni, avviene un’ ingrassatura, sempre a mano. Dopo un ulteriore periodo di riposo di quindici giorni, si esegue una seconda ingrassatura e, dopo un altro periodo di assorbimento, la lucidatura a cristallo o ad agata e la selezione finale delle scelte. Sono passati più di sei mesi da quando il pellame ha fatto il suo ingresso in conceria.

Le caratteristiche uniche di questo pellame si possono riassumere in: aspetto caratteristico ed estremamente piacevole che si mantiene nel tempo, estrema flessibilità di un materiale resistente che si adatta al piede per una calzatura senza paragone e buona resistenza ai graffi: un sapiente uso del lucido e le spazzolature continue rigenerano la superficie.

Purtroppo questo materiale, di per sè già scarso, diviene oggi sempre più difficile da reperire. Ideato in un’epoca in cui non mancavano i grossi cavalli da lavoro e da trasporto, oggi é divenuto raro; in tutto il mondo viene prodotto correttamente in una sola conceria utilizzando un’ antica formula russa di cui abbiamo svelato solo alcuni passaggi.

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