Le scarpe sono un capo importantissimo. Eleganti o sportive, alla moda o classiche, ci distinguono dagli altri e personalizzano il nostro abbigliamento. L’acquisto di una calzatura non può tuttavia prescindere dalla sua qualità.

L’estetica è di certo una componente fondamentale nella scelta delle scarpe, ma anche la loro portabilità deve essere attentamente valutata nel corso dell’acquisto. Un modello accattivante, ma progettato per la grande distribuzione, non si adatta infatti ai piedi di tutti. Si tratta di forme prefabbricate, progettate con parametri in teoria adatti a tutti, che spesso però non calzano perfettamente.

Una scarpa troppo stretta o larga, con la pianta non adeguata, può provocare problemi di tipo posturale, con dolori localizzati a carico della schiena o agli arti inferiori. In più, possono generarsi fastidiose vescicole o calli sulle dita, dovuti allo sfregamento del piede contro la scarpa durante il cammino.

I materiali utilizzati per la produzione di queste scarpe sono inoltre molto spesso di dubbia qualità, e oltre a rompersi facilmente possono non favorire la corretta traspirazione del piede, causando la proliferazione di batteri che portano cattivo odore e, più raramente, infezioni di tipo fungino.

Una scarpa eccellente sia per la salute che per l’estetica e la durata è sicuramente quella artigianale. Le scarpe fatte a mano sono figlie di una tradizione fatta di artigiani esperti, materiali pregiati e dettagli di classe.

L’artigianato calzaturiero ha una storia interessante e antica, che parte da migliaia di anni fa e attraversa le epoche. Sin dalla preistoria l’uomo ha cercato di utilizzare ciò che gli offriva la natura per creare prototipi di scarpe che gli consentissero di non camminare scalzo. Egizi, Greci e Romani producevano sandali, mentre nel Medioevo le persone si costruivano autonomamente zoccoli con materiali di recupero. È nel 1300 che la moda comincia a interessarsi seriamente alle calzature, che da semplici mezzi per coprire i piedi diventano una sorta di status simbol.

L’artigianato di questo settore si specializza dunque inventando nuovi modelli, che nel ‘700 faranno furore fra i reali d’Europa. Ciabattine vezzose per le dame di corte o scarpe rialzate per il Re Sole: i bottegai si sbizzarrivano inventando nuovi modelli che potessero renderli famosi a corte. Dal 1800 però, con l’avvento dell’industrializzazione, la produzione artigianale è stata relegato in una nicchia, cedendo il passo alla distribuzione di massa.

Oggi l’artigianato calzaturiero è un settore di lusso, che offre prodotti di altissimo livello e qualità. L’artigiano calzaturiero non è certo il ciabattino che molti si immaginano: è un professionista che, anche grazie all’ ausilio di nuove tecnologie e software, segue la produzione della scarpa dall’inizio alla fine.

Le scarpe artigianali possono essere prodotte sia in pochi esemplari destinati alla vendita al dettaglio, sia essere create appositamente su richiesta del cliente.
In questo caso, il confronto con il cliente è fondamentale per capirne le esigenze e le preferenze, e produrre il modello più adeguato anche in base alla conformazione del piede. Il momento della creazione della scarpa richiede poi inventiva e una grande conoscenza dei materiali più pregiati, mentre la produzione fisica dell’oggetto è figlia di competenze manuali approfondite.

L’acquisto di una scarpa artigianale è, in conclusione, un vero e proprio investimento per il futuro. È un prodotto che durerà nel corso del tempo, che abbraccerà il piede del proprietario calzando perfettamente, e che in classe ed eleganza vincerà sempre sulle calzature industriali.

Credits: Italia Ritrovata

Condividi: