Siete un po’ schizzinosi? Inorridite all’idea di indossare una giacca che è stata di un altro, o, peggio ancora, di infilare i piedi in un paio di scarpe usate?

Bene, smettete di leggere questo articolo perché parla di una tendenza di costume basata proprio sugli abiti di seconda mano. Da uomo. Se invece i nuovi trend vi incuriosiscono, sappiate che le avanguardie dell’eleganza maschile stanno saccheggiando gli armadi dei padri e i bauli dei nonni: un po’ per snobismo, molto per la crisi economica, e moltissimo per la fine di una categoria sociale, quella dei modaioli, che si è trovata improvvisamente fuori dalla storia, proprio perché simbolo dell’età dello sperpero, crollata lo scorso autunno insieme a Wall Street.
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Con uno straripante quanto spontaneo passaparola, migliaia di trenta-quarantenni, in Italia e in Europa, hanno improvvisamente sentito il bisogno di adeguarsi a questa nuova atmosfera fatta di understatement e sobrietà, infilandosi nei panni dello stile classico, quello che una parte della borghesia europea usa immutabile da circa cinquant’ anni. E’ uno stile che è venuto anche da nuovi testimonials vincenti come Barack Obama, impeccabile nei suoi completi Brooks Brothers.

E’ partita così la caccia alle giacche di tweed Harvey&Hudson, ai pantaloni Cordings in tessuto cavalry twill, alle cravatte Turnbull & Asser, alle scarpe Church’s, alle camicie di Truzzi. Perché è bene precisare che il vintage che piace è quello dei grandi marchi, delle etichette importanti, sinonimo di qualità e durata nel tempo.

Ma è nato subito un grosso problema: dove trovare tutti questi capi preziosi fuori dai grandi negozi tradizionali, con i loro prezzi altissimi e i commessi troppo azzimati?
La soluzione è stata trovata tra le mura di casa: il guardaroba dei genitori e l’onnipotente web sono diventati una sorprendente e inesauribile caverna di Alì Babà: su EBay la compravendita del vintage da uomo è aumentata in pochi mesi del 20%, mentre in tutta Italia sarti, sartine e vecchie zie hanno trovato un nuovo lavoro adattando e rivoltando vecchi capi con tagli più attuali.
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A Parigi, al mercato della Porte des Vanves, (frequentato dalla tout Paris) ogni sabato e domenica mattina sono ormai una dozzina le bancarelle che offrono vestiti vintage: c’ è perfino il banchetto di un gentiluomo decaduto, che tutti chiamano Monsieur le Comte, che vende solo scarpe di altissima qualità, (Alden, Church’s, Crockett & Jones, John Lobb ed Hermès), perfettamente restaurate e lucidate a regola d’arte, a prezzi impensabili, dai 30 ai 150 euro, contro i 700 – 1000 di quelle nuove. «Il piacere di acquistarle è doppio» assicura Jean – Marie Reisser, imprenditore e bonvivant parigino, grande convertito al vintage d’autore, «costano poco e hanno quella patina di vissuto che nessuna scarpa nuova potrà mai avere, almeno per i primi dieci anni di vita».

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