“Che cosa fa il dandy? (…) Il dandy non fa niente. (…) E’ la cicala nel formicaio, filo di raso viola che unisce i due lembi dell’accidia e della tracotanza. La sua è la maestà di chi ha capito tutto, ma lo volge in burla per il proprio divertimento – atteggiamento presuntuosamente aristocratico, lo stesso che fece notare André Breton a proposito dell’ufficiale-dandy Jacques Vaché: «disserviva con zelo».

Non solo il dandy non fa nulla per propria attitudine, ma si impegna nello sforzo appassionato di non servire a niente, e quindi a nessuno. Chi rifiuta chi, a questo punto? E’ la società che, spinta da un senso di nausea e, forse, di invidia verso quest’essere perniciosamente frivolo che non produce, lo mette al bando? Oppure è il dandy stesso a sfarfalleggiare via dalla massa brulicante di «voglio» e di «mio» per meglio riderne dall’alto di un evanescente trespolo?”

Massimiliano Mocchia di Coggiola

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