Un’indagine tra le giovanissime ha rivelato che l’uomo è più sexi con i sandali. I sandali sono calzature aperte, con suola in gomma, cuoio, plastica o anche tessuto, pelle o plastica, nati nell’antica Grecia proprio come calzature maschili e poi passati all’universo femminile dotati di tacco e decorazioni come accessorio di moda.
Molti paesi a clima caldo usano sandali da uomo costruiti con materiali semplici ed economici come quelli costruiti con copertoni usati in Perù o quelli fatti in paglia di riso in Giappone, oggi, anche in tutto l’occidente i negozi pullulano di sandali che, come accessorio di moda, hanno guadagnato il nome di scarpe.
Le origini della scarpa risalgono alla preistoria, quando l’uomo primitivo sentì la necessità di proteggere le proprie estremità inferiori. Inizialmente utilizzò una corteccia, delle foglie intrecciate o la pelle di un animale avvolta attorno al piede e trattenuta da rudimentali lacci alla gamba, poi con gli egiziani la calzatura si estese ad esigenze di praticità e di estetica. Nata per difendere il piede e contemporaneamente lasciarlo traspirare la calzatura egiziana fu sandalo, la cui forma essenziale è rimasta pressochè inalterata nel tempo.
I primi materiali utilizzati furono fibre vegetali fresche e leggere, poi gli egiziani passarono alla pelle; abili conciatori reallizzarono sandali di pelle colorata, spesso ricamata e decorata con lamine d’oro.

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