Ci sono voluti più di venti milioni di anni perché l’uomo evolvesse dalla postura a quattro zampe a quella eretta. I tacchi, un nuovo fattore introdotto solo negli ultimi quattro secoli, non sono adatti alla posizione eretta
Nelle calzature maschili il tacco è generalmente basso, alto non oltre i 2,5 cm, con poche eccezioni, ma la maggior parte dei calzolai afferma che il tacco classico delle scarpe da uomo dovrebbe rispettare la formula “1/4 della suola più 1 cm“.
Il tacco è una prominenza della suola della calzatura posta sotto al calcagno e la sua funzione principale è quella di aumentare l’equilibrio, ma vi sono anche ragioni estetiche, come quella di aumentare la statura o di dare slancio al polpaccio.
Viene introdotto per dare maggiore stabilità ai cavalieri sulle staffe durante le battaglie, nel II secolo d.C. in Persia. Successivamente, intorno al 1350 d.C. compare in Turchia e in Ungheria. Attorno al 1605, la presenza dei tacchi nei primi listini prezzi testimoniano la loro diffusione in Europa, dove la funzione era puramente estetica, con lo scopo di fare apparire la persona più alta: infatti era a forma di cuneo, posto tra la suola e il tallone.
Mentre nell’epoca barocca trova la sua massima espressione per altezza e decorazioni, agli inizi del XIX secolo perde importanza a favore di scarpe di seta prive di tacco.
Altezza fra due o tre centimetri di tacco possono aiutare ad avere una postura migliore per la colonna vertebrale, combattendo dolori di schiena e artriti.
“Il piede nasce libero – spiega Giovanni Pepè, vicepresidente dell`Associazione Italiana Podologi – e non per l`asfalto o i pavimenti di casa. L`angolo naturale tra piede e terreno non è di 90 gradi come siamo abituati a pensare, ma di 100 gradi: un tacchetto basso è quindi un escamotage per consentire al piede di aver più comfort.

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