uno degli ultimi veri Dandy bolognesi a cui va questo pensiero:

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Non è agevole dire che cos’è un dandy. Eppure ognuno lo sa e lo sente come una luce calda e frusciante. Egli è l’indefinibile, l’indicibile, colui che fa crollare le più diverse e complesse definizioni, come castelli di carta, col soffio profumato del suo sigaro. Se ne parla senza poterlo afferrare… egli sceglie di sfuggire ad ogni presa intellettuale. Il dandy non è un concetto ma una linea, un progetto… Essere dandy è uno stato di grazia, frutto di un estenuante lavoro su di sé. Nei momenti di pigrizia e di abbandono, il dandy si degrada a semplice snob.

Desideroso di stupire, di affascinare prima ancora che piacere, dotato di senso dell’umorismo, raffinato sino all’esasperazione: questo è il dandy.

Il dandy è l’eccentrico che si diverte a stupire il pubblico, con atteggiamenti e gesti provocatori, con il suo modo di vestire e di vivere, e’ affascinante nel modo di apparire, fuori dagli schemi nel modo di pensare e comportarsi, ha un’anarchia dentro ma la offre con grazia al mondo esterno.

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